Parrocchia di San Bartolomeo nella Badia a Ripoli
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La storia di Badia a Ripoli e del suo territorio

Dall’età più antica al Cristianesimo – Nel Pian di Ripoli le memorie dell’età etrusca si trovano in reperti e nel ricordo di quel “Ponte dei Fiesolani” che stando alla leggenda riferita da Giovanni Villani attraversava l’Arno tra Candeli e il Girone. Secondo le più diffuse ricostruzioni storiche, la prima strada romana che entrò nel territorio fu un ramo della via consolare “Cassia” che dopo la fondazione di “Florentia” si distaccò dall’itinerario antico alla destra del fiume e raggiunse la nuova città percorrendo le colline a sud dell’Arno. Nacque un piccolo insediamento a Bagno a Ripoli con un impianto termale, al “quarto miglio” da “Florentia”. La funzione del Pian di Ripoli come territorio di accesso a “Florentia” si accentuò nel II sec. d. C. con la nuova “Via Cassia” fatta costruire dall’imperatore Adriano (117 – 138) che percorreva i colli tra Valdarno e Chianti.

Dalla fine dell’Impero romano di Occidente all’VIII secolo – Anche il Pian di Ripoli tra il V e il VII secolo fu sconvolto dalle alluvioni in un tempo di catastrofi in tutta l’Italia provocate da forti perturbazioni atmosferiche. Dopo un periodo di drammatica anarchia arrivò nel Pian di Ripoli un nuovo popolo, i Longobardi. Diventati signori di gran parte del territorio, i Longobardi si convertirono al Cattolicesimo e avviarono la bonifica del Pian di Ripoli con l’aiuto dei monaci Basiliani che fondarono monasteri e insegnarono a costruire mulini, a imbrigliare i fiumi, rive o ripe artificiali dalle quali derivò il nome del “Pian di Ripoli”.

La fondazione di Badia a Ripoli (720 circa) – Secondo una tradizione riferita da Scipione Ammirato, intorno al 718 il nobile Adonald duca di Liguria, governatore della Toscana, ed il figlio Atropald fondarono un monastero con una chiesa dedicata a San Bartolomeo in un luogo detto “Recavata”. Si ritiene che sia la nostra Badia a Ripoli. Il nome “Recavata” indicava il terreno recuperato alle paludi con le bonifiche. Stando al modello delle chiese longobarde del tempo anche quella di Badia a Ripoli aveva dimensioni assai minori di quella odierna. Il 14 luglio 790 i fratelli Atroald, Adonald e Adopald, discendenti dei due fondatori, sottoscrissero un documento per confermare la donazione del monastero di San Bartolomeo alla comunità monastica benedettina. La prima badessa era stata Euphrasia, nipote di Adonald.

Notizie sulla chiesa di San Pietro in Palco (1003) – Nel gennaio 1003 un atto sottoscritto da Adelaisa degli Uberti è datato “…in populo S. Petri loco Bisarno”. In questo documento è citata per la prima volta la chiesetta che oggi viene popolarmente chiamata ” San Pierino in Palco” in via di Badia a Ripoli. Con la parola Bisarno si indicò per secoli un ramo dell’Arno che si distaccava dal corso principale all’altezza dell’odierna Nave a Rovezzano. Il nome finì per indicare la stessa isola. Gli Uberti erano discendenti o consorti dei fondatori di Badia a Ripoli.

San Giovanni Gualberto fonda la Congregazione di Vallombrosa (secolo XI) – Secondo la tradizione nell’anno 1028 il giovane nobile Giovanni Gualberto si batté alla spada con l’uccisore del proprio fratello e ottenuta vittoria perdonò l’omicida. Giovanni Gualberto si fece monaco benedettino e desideroso di una vita rigorosa e fortemente impegnata per la Fede fondò a Vallombrosa una nuova congregazione religiosa. San Giovanni Gualberto morì il 12 luglio 1073 a Passignano in Val di Pesa. In un anno che non conosciamo, ma alla fine di quello stesso XI secolo, i monaci di Vallombrosa entrarono in possesso della Badia a Ripoli e del monastero di San Salvi.

Badia a Ripoli ricostruita dai Vallombrosani (secolo XII) Nel 1178 una grande piena sommerse il Mugello e la valle dell’Arno. Dopo il disastro ci fu in Toscana un fervore di nuove opere e si può datare a questa età la ricostruzione in forme romaniche di Badia a Ripoli per volontà dei Vallombrosani. Un ricordo della primitiva chiesetta longobarda rimase nella cripta sottostante la navata della nuova chiesa. Si deve ritenere che la chiesa avesse all’interno un aspetto diverso dall’attuale, con due scale laterali che conducevano alla cripta sul presbiterio sopraelevato.

 

Sconfitta di Montaperti e rovine in Pian di Ripoli (1260) – La Lega di Ripoli dette il suo generoso contributo di uomini e vettovaglie nel 1260 per la spedizione che si scontrò con l’esercito senese nel tragico sabato 4 settembre a Montaperti. All’alba del giorno seguente in Pian di Ripoli arrivarono i ghibellini vincitori e dettero l’assalto al castello del Bisarno. A sera il territorio fumava di incendi. Due anni dopo le fortune politiche mutarono ancora. La sera del 17 aprile 1267, Sabato Santo, alcune centinaia di cavalieri francesi inviati dal re Carlo d’Angiò amico dei Guelfi scesero da San Donato in Collina e si accamparono intorno a Badia a Ripoli. I Ghibellini, sostenitori del Feudalesimo e dell’Imperatore, fuggirono per sempre da Firenze e tra loro ci furono gli Uberti e i discendenti dei fondatori di Badia a Ripoli che a Bologna presero il nuovo nome di Zanchini.

Gregorio X a Badia Ripoli (1273 e 1275) – Il 18 giugno 1273 il papa Gregorio X scese dal colle di San Donato nel Pian di Ripoli ed entrato in Firenze impose la tregua tra Guelfi e Ghibellini. Il Concilio di Lione proclamò la pace in tutta l’Europa ma quando il papa di ritorno verso Roma tornò a Firenze i guelfi avevano ripreso la lotta contro i ghibellini. Era dicembre. Gregorio X fu ospitato a Natale dai Vallombrosani di Badia a Ripoli. Il papa ripartì poco dopo e il 10 gennaio 1276 morì in vista di Arezzo dove è sepolto.

La battaglia di Campaldino (1289) – Per l’ultimo e decisivo confronto con i Ghibellini sostenitori dell’autorità dell’Impero il comune di Firenze radunò un grande esercito che il 2 giugno 1289 innalzò le insegne di guerra sulla Badia a Ripoli. Lo scontro avvenne nel Casentino l’11 giugno, festa di San Barnaba, a Campaldino. Secondo la tradizione alcuni prigionieri aretini morirono mentre venivano condotti a Firenze e furono sepolti in un piccolo triangolo di terra, in via di Ripoli, dove oggi una colonna è un ricordo del tragico evento.

L’imperatore Arrigo VII in Pian di Ripoli (1312) – Per punire Firenze ribelle il 19 settembre 1312 il nuovo sacro romano imperatore Arrigo VII di Lussemburgo entrò in Pian di Ripoli, attraversò il guado di Varlungo e pose l’accampamento intorno alla Badia di San Salvi per assediare Firenze. Alla fine di ottobre all’avvicinarsi di una grande piena l’esercito imperiale si trasferì sulle colline intorno al Pian di Ripoli. Il Comune di Firenze non si sottomise e l’Imperatore morì di malattia a Buonconvento.

L’isola del Bisarno è sommersa (1333) – Nel pomeriggio di giovedì 4 novembre 1333 l’Arno sommerse l’intera pianura tra le colline di Settignano e quelle di Sorgane. L’isola del Bisarno divenne un renaio coperto di ghiaia. Anche la cripta di Badia a Ripoli era allagata e per evitare crolli fu necessario tamponarla con terra e sassi che la riempirono per molti secoli.

Gli affreschi in San Pierino in Palco (secolo XIV) – Segno di una rinascita civile fu la fioritura d’arte nelle chiese del Pian di Ripoli e della Valdema. All’inizio dell secolo XIV la chiesetta di san Pierino in Palco fu affrescata dai pittori della bottega di Giotto. Verso la metà del secolo la vecchia copertura romanica in legname della chiesetta fu sostituita con volte ogivali gotiche in muratura. La chiesa fu allora di nuovo decorata con un ciclo di grandi affreschi che a loro volta furono poi nascosti per secoli sotto uno strato di calce. Tra i maestri che in vari anni lavorarono nella chiesa sono stati riconosciuti Taddeo Gaddi e Pietro Nelli..

Il Savonarola e Suor Domenica del Paradiso (1498) – L’8 aprile 1492 nella sua villa di Careggi morì Lorenzo il Magnifico. Nel 1494 i Fiorentini fecero rinascere l’antica Repubblica di Firenze. Ispiratore profetico e contrastato della rinascita della Repubblica fu il domenicano Girolamo Savonarola che divenne il motivo e la vittima di nuove forti tensioni. Il 23 maggio 1498 il Savonarola fu impiccato in piazza della Signoria. Nel Pian di Ripoli fu seguace del Savonarola la venerabile Suor Domenica dal Paradiso.

Leonardo da Vinci disegna la mappa del Pian di Ripoli (1505) – Il Comune di Firenze commissionò a Leonardo da Vinci il piano per deviare l’Arno da Pisa allo scopo di costringere la città a sottomettersi al potere fiorentino per evitare i possibili disastri provocati dalla eventuale mancanza di acqua nel fiume. Leonardo approfittò dell’assurdo incarico per progettare invece un vasto disegno al fine di rendere navigabile il fiume da Firenze al mare. A tale scopo nel 1505 disegnò una mappa accurata del Pian di Ripoli nella quale appare l’isola fluviale delimitata dal Bisarno. Il ramo secondario del fiume, poi scomparso, percorreva l’odierna via delle Lame e proseguiva lungo l’odierna via Ripoli fino a Ricorboli. Leonardo suggerì alcune opere di bonifica che furono realizzate un secolo dopo.

L’esercito imperiale in Pian di Ripoli (1529) – Il 19 novembre 1523 fu eletto papa col nome di Clemente VII il cardinale Giulio dei Medici, nato qualche mese dopo la morte del padre Giuliano, vittima della cosidetta “Congiura dei Pazzi ” nell 1478. Il braccio armato del papa era Giovanni dei Medici, il migliore condottiero di quei tempi. La morte di Giovanni delle Bande Nere nella battaglia di Governolo, vicino a Mantova, lasciò via libera nel 1527 alla marcia di un’armata spagnola al servizio del nuovo giovane imperatore Carlo V, ma rimasta senza stipendio, e affamata di saccheggi, che assalì Roma. Papa Clemente VII Medici e l’imperatore Carlo V giunsero a un accordo per allontanare da Roma le truppe imperiali. L’imperatore si impegnò a restituire ai Medici il potere su Firenze. Il 14 ottobre 1529 l’esercito imperiale varcò il passo di San Donato in Collina e soggiornò nel Pian di Ripoli. Il 12 agosto 1530 l’accordo di pace fu firmato a Santa Margherita a Montici. L’imperatore Carlo V nominò Alessandro dei Medici primo duca di Firenze. Dopo una tragica congiura familiare il potere fu preso da un altro Medici, il diciottenne Cosimo I, figlio di Giovanni delle Bande Nere.

Grandi lavori a Badia a Ripoli (1585) – Nel secolo XVI le condizioni climatiche si fecero più rigide tanto che gli storici definiscono quello il tempo di una “Piccola glaciazione”. Badia a Ripoli divenne la sede dell’abate generale dei Vallombrosani perché gli inverni molto rigidi rendevano troppo disagevole il soggiorno a Vallombrosa. Per dare maggiore decoro a Badia a Ripoli i Vallombrosani fecero decorare nel 1585 la sacrestia da un giovane pittore che la tradizione ha sempre indicato in Bernardino Barbatelli detto il Poccetti. Nel 1598 l’abate Erasmo da Pelago fece rialzare il soffitto della chiesa e fece costruire la nuova abside. Il 1605 fu l’anno del breve pontificato di Alessandro dei Medici che prese il nome di Leone XI. Il suo pontificato durò appena ventisei giorni ma in pieno rispetto degli ideali del Concilio di Trento l’ultimo papa della famiglia Medici fu avversario del nepotismo e della corruzione. In questi tempi di rinnovati ideali religiosi Bernardino Barbatelli detto il Poccetti tra il 1603 e il 1605 dipinse le “Nozze di Cana” nel refettorio dei Vallombrosani a Badia a Ripoli.

Compagnia del Santissimo Rosario a Badia a Ripoli (1612) – Tra il XV e il XVI secolo nacquero o tornarono a fiorire in tutta la Toscana le confraternite religiose, unica forma nelle quale nella quale anche i popolani si potevano riunire. A Badia a Ripoli fu fondata la Compagnia femminile del Santissimo Rosario che nel 1612 ebbe in dono l’immagine della Madonna col Bambino.

La peste a Firenze e nel Pian di Ripoli (1630) – A seguito delle guerre tra Francia e Spagna si diffuse anche a Firenze nel 1629 l’epidemia della peste. Nel Pian di Ripoli fu allestito un ospedale per i convalescenti accanto alla Pieve a Ripoli e in un antico alberghetto vicino all’Oratorio del Crocifisso del Lume, la chiesetta che oggi con la sua elegante cupoletta si nota a fianco del viale Europa. Un lazzaretto fu istituito a San Miniato al Monte e un ospedale per convalescenti a Villa Rusciano. Nel Pian di Ripoli la peste ebbe lievi effetti e per ringraziamento i Vallombrosani nel 1630 fecero dipingere una tela da Jacopo Vignali che oggi è sull’altare nella cappella prossima alla sacrestia.

Costruzione della loggetta davanti alla chiesa (1663) – Alla metà del secolo la chiesa ebbe nuovi interventi di modifica. La facciata romanica ebbe un’architettura nello stile del tardo rinascimento con annunci di neoclassico. Nel 1663 fu costruita la loggetta davanti all’ingresso, fu abolito il rosone romanico, fu aperta una grande finestra e tutta la chiesa fu intonacata, all’esterno e all’interno.

San Leonardo da Porto Maurizio fonda il convento dell’Incontro (1715) – Nel 1709 era stato chiamato a Firenze da Cosimo III il francescano San Leonardo da Porto Maurizio. Il giovane frate fu accolto nel convento di San Miniato al Monte e mentre diffondeva la vecchia pratica della Via Crucis tenne missioni popolari a San Niccolò, nel monastero del Paradiso, alla Pieve a Ripoli, a San Matteo in Arcetri, a Villamagna, all’Impruneta. In questi soggiorni nel Pian di Ripoli il giovane francescano salì all’Incontro. Conosciuto il luogo San Leonardo desiderò fondare all’Incontro un convento. La fondazione avvenne il 23 marzo 1715.

Il nuovo altare a Badia a Ripoli (1731) – La Toscana poté gioire nel 1723 per la elezione a Papa di un fiorentino, il cardinale Lorenzo Corsini che da giovane aveva soggiornato sulle colline fra l’Ema e l’Impruneta. A Badia a Ripoli nel 1731, mentre era papa Lorenzo Corsini fu inaugurato l’altare maggiore, una vera opera d’arte in marmo di Giovanni Franchi e Francesco Ceroti, ornata dai graziosi angeli.

Truppe spagnole in Pian di Ripoli (1735) – Nel 1735 gli accordi tra le grandi potenze europee avevano destinato don Carlo di Borbone, ancora quasi adolescente, a diventare il futuro successore del granduca Gian Gastone dei Medici che non aveva discendenza. I progetti della diplomazia furono sconvolti dalla guerra per la successione al trono di Polonia e al principe Don Carlo si offrì la possibilità di conquistare il regno di Napoli. Per marciare verso Napoli il principe ordinò alle sue truppe di riunirsi nel Pian di Ripoli. Una traccia di questa presenza è il disegno di una fortificazione o castello, portato alla luce nella canonica di San Pierino in Palco, forse tracciato da uno degli ufficiali spagnoli. Gian Gastone dei Medici il 9 luglio 1737 morì. Il nuovo successore fu il granduca Francesco Stefano di Lorena che prese il nome di Francesco II.

Riaperta al culto la cripta di Badia a Ripoli (1746) – Il 24 agosto 1746 fu riaperta al culto la cripta, o Confessione, che era stata riempita di terra e detriti contro le infiltrazioni d’acqua.

Montenero affidato ai Vallombrosani di Badia a Ripoli (1792) – Il 29 aprile 1792 il nuovo granduca Ferdinando III affidò ai Vallombrosani la custodia del santuario di Montenero che correva pericoli di crolli dopo lo scioglimento della congregazione dei Teatini che ne aveva avuto per molti anni la cura. Dal monastero vallombrosano di Badia a Ripoli si recò a Montenero l’abate generale don Rudesindo Marcucci che divenne Superiore del santuario livornese.

Napoleone confisca il Monastero di Badia a Ripoli ai Vallombrosani (1808) – Nel 1808 il monastero vallombrosano di Badia a Ripoli fu confiscato secondo le direttive imposte dall’imperatore Napoleone Buonaparte. I suoi possessi furono venduti all’asta e divennero proprietà del comune di Bagno a Ripoli e di privati. La chiesa fu affidata a un parroco col titolo di priore.

Il documento pontificio del 1825 – Col trattato di Vienna del 1815 il granducato di Toscano fu restituito a Ferdinando III di Lorena che morì di malaria mentre visitava i lavori di bonifica in Valdichiana e morì il 18 giugno 1824, a cinquantatré anni di età. A Ferdinando III successe il figlio Leopoldo II. Il 15 ottobre 1825 con un “Breve” pontificio di Pio VII, il “giuspatronato” della chiesa di San Bartolomeo a Ripoli fu assegnato al Governo della Toscana. Con questo atto il patronato era assegnato per sempre al popolo.

Il “cholera morbus” in Pian di Ripoli (1855) – Nel 1854 cominciò in Crimea la guerra tra la Russia e la Turchia per il dominio degli stretti dei Dardanelli. Il colera fece strage negli accampamenti e nell’estate di quello stesso anno la febbre gialla fu trasmessa a Livorno da alcuni marinai. In autunno ci furono le prime vittime a Firenze. Nella terribile estate del 1855 ci furono nella Toscana 22 la casi di colera con 11 mila vittime. Nello stesso anno, il pievano Scappini promosse la fondazione del nuovo Cimitero della Misericordia all’Antella. Nel 1856 il comune di Bagno a Ripoli iniziò la costruzione della cappella nel nuovo cimitero del Pino per le parrocchie di Badia e di San Piero, e poi anche della Pieve e di Ricorboli.

Le Suore addolorate dei Servi di Maria nel monastero di Badia a Ripoli (1867) – A Torino il 18 febbraio 1861 il Parlamento proclamò Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Nel giro di pochi mesi si riunì una nuova nazione, dalla Sicilia al Piemonte. Il 15 settembre 1864 il Parlamento italiano scelse Firenze come capitale del nuovo Regno. Nel 1865 l’antico edificio del monastero di Badia a Ripoli, un tempo sede del Generale dei Vallombrosani, divenne disponibile per le Suore addolorate dei Servi di Maria che si dedicavano all’istruzione popolare. Nel 1886 si stabilirono a Badia a Ripoli le Suore della Provvidenza e dell’Immacolata Concezione, ancora votate a compiti di istruzione giovanile.

Restauro della facciata di Badia a Ripoli (1892) – Secondo un uso che si diffuse alla fine dell’Ottocento nel 1892 fu deciso di restituire alla facciata di Badia a Ripoli l’aspetto originario in stile romanico. Come accadde in molte altre chiese toscane furono rimossi l’intonaco, fu chiusa la grande finestra sulla facciata e fu aperto un rosone circolare. Anche il campanile fu in gran parte ricostruito. Fu mantenuta la loggetta. Non sappiamo quanto il nuovo aspetto corrispondesse a quello originario ma la chiesa di Badia a Ripoli è rimasta una delle più suggestive dei dintorni di Firenze.

La cappella delle Suore della Provvidenza e dell’Immacolata Concezione (1897) – Le Suore della Provvidenza e dell’Immacolata Concezione fecero cosrruire nel 1897 la loro nuova cappella che ebbe le dimensioni di una piccola chiesa e fu dedicata al Sacro Cuore. Il disegno fu dell’architetto Bartolozzi. Ad arredare la chiesa furono chiamati giovani artisti fiorentini. Sull’organo suonò negli anni successivi il maestro don Lorenzo Perosi che soggiornava in una villa a Sorgane e stava già diventando il grande autore di musica sacra.

Unione professionale degli agricoltori e Società femminile di solidarietà (1902) – Il 6 giugno 1902 fu fondata l”Unione professionale degli agricoltori nel Pian di Ripoli” che ebbe sede a Badia a Ripoli, posta sotto la protezione di San Giuseppe che estese i suoi compiti anche all’assistenza legale e contabile degli iscritti. L’Unione fondò subito un proprio circolo. Il 28 aprile 1912 si costituì a Badia a Ripoli anche una Società Cattolica femminile di mutuo soccorso. Nel verbale sociale del 5 maggio furono nominati due medici sociali.

Nascita dell’”Unione giovanile Florentes” (1912) – Con il secolo XX si diffuse in Pian di Ripoli anche la pratica dello sport e nella parrocchia di Badia a Ripoli si costituì nel 1912 un gruppo sportivo col nome di “Unione giovanile Florentes” e con i colori bianco e azzurro. Dalla “Florentes” è nato nel 1974 l’odierno “Gruppo sportivo Centro Incontri” che ha mantenuto gli stessi colori sociali.

La prima guerra mondiale (1915 – 1918) – La prima guerra mondiale (1915 – 1918) provocò l’immatura morte anche di tanti giovani del Pian di Ripoli. I loro nomi sono scritti su due lapidi nella cripta della chiesa. I monasteri e i conventi furono in gran parte destinati a ospedali per i feriti.

Il dopo-guerra (1919) e il Gruppo teatrale “Giosuè Borsi” – Nel dopo guerra a Badia a Ripoli si cercò una risposta ai nuovi motivi di crisi sociale e politica con la fondazione di nuovi gruppi di associazione, anche artistica e musicale. Nel 1919 fu fondata la “Filarmonica Perosi” e negli stessi anni il Gruppo teatrale “Giosué Borsi” che prese il nome da un giornalista e commediografo cattolico fiorentino, tra i pochi oppositori della guerra e morto al fronte nel 1915.

Espansione edilizia (1932) e nuovi restauri in Badia – A partire dal 1932 cominciò un nuovo periodo di espansione edilizia con l’apertura del viale Donato Giannotti fino al Bandino. Negli anni successivi al 1932 furono compiuti nuovi lavori di restauro in Badia. Fu ritenuto opportuno allora rimuovere una falsa volta in stuoia che aveva coperto la travatura di legname. Si può presumere che la falsa volta fosse stata stesa nel Seicento o nel secolo successivo, come era avvenuto in altre chiese. Nell’Ottocento la tela era stata decorata dal pittore Ademollo ma ormai il dipinto era in stato di degrado. Si provvide allora a restaurare la travatura che rimase in vista. Negli stessi anni fu costituita la nuova parrocchia di San Piero in Palco con una propria chiesa. Da allora all’antica chiesetta di San Piero nel Pian di Ripoli fu dato il nome popolare di “San Pierino”.

Guerra in Pian di Ripoli (agosto 1944) – Il 10 giugno 1940 l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale. Nei primi tempi le case di Badia a Ripoli ospitarono gli sfollati che lasciavano i quartieri fiorentini più esposti ai bombardamenti. Dopo il 1943 trovarono qua alloggio anche famiglie che avevano perduto la casa nelle prime incursioni aeree. Nel giugno 1944 il Pian di Ripoli divenne retrovia del fronte e fu sottoposto alle prime azioni di guerra. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 le truppe germaniche si ritirarono dal Pian di Ripoli ma si attestarono sulla riva opposta dell’Arno mentre un presidio di artiglieriaera rimasto sulla collina dell’Incontro e bersagliava dall’alto il territorio sottostante con gravi rischi anche per la popolazione. Molte famiglie trovarono rifugio nella cripta e nei sotterranei della Badia a Ripoli. Un colpo di cannone mancò per poco il campanile ed esplose sulla casa di fronte in via Ripoli. L’11 agosto le truppe germaniche si ritirarono dalla sponda settentrionale dell’Arno e poi anche dalle colline fiesolane.

L’Anno Santo del 1950 – Per molti l’Anno Santo 1950 fu il vero segno che la guerra era finita. Sulle strade ancora dissestate passarono anche in Pian di Ripoli i pellegrini, tedeschi, francesi, irlandesi, austriaci. Era facile sentirsi davvero tutti fratelli. Per Ognissanti, papa Pacelli annunciò al mondo il dogma dell’Assunzione di Maria al Cielo. Da secoli i Vallombrosani, anche a Badia a Ripoli, avevano onorato Maria salita al Cielo, con il suo corpo sottratto alla morte. Ora quella pia devozione diventava verità di Fede.

L’alluvione (1966) – Nelle prime ore di venerdì 4 novembre 1966, l’Arno scavalcò l’argine sotto Candeli e dilagò vero il Pian di Ripoli. Nelle officine dell’acquedotto l’operaio Carlo Maggiorelli fu la prima vittima dell’alluvione a Firenze. Quando si fece giorno, le strade di Gavinana e Ricorboli erano percorse da una corrente impetuosa. La sera del 24 dicembre 1966 dal casello dell’Autostrada del Sole arrivò l’auto di Paolo VI. Il Papa ebbe in Piazza di Badia a Ripoli il primo saluto dei Fiorentini.

La Misericordia di Badia a Ripoli e il Centro Incontri (1969) – Dopo l’alluvione, il Pian di Ripoli divenne la dimora di tante nuove famiglie per effetto dell’espansione edilizia. Il 16 novembre 1969 nacque la nuova parrocchia con il titolo di “Corpus Domini al Bandino”, affidata ai Servi della Carità di Don Guanella. Fu intensa anche l’opera di socializzazione tra vecchie e nuove famiglie. A Sorgane si avviò la costituzione del nuovo Consiglio di Quartiere che ebbe per sede la Villa già appartenuta al musicista don Lorenzo Perosi. L’’8 dicembre 1969 nacque la Confraternita di Misericordia di Badia a Ripoli che iniziò i servizi con l’ambulanza nella successiva primavera del 1970. Nello stesso tempo nel terreno prossimo alla chiesa si avviò la costruzione dei nuovi locali dove hanno sede le attività parrocchiali, il gruppo sportivo e la compagnia teatrale. Nella prima assemblea fu deliberato di chiamare “Centro Incontri” il nuovo circolo parrocchiale che nasceva come luogo di ritrovo, di incontro, di amicizia.

Nuovi restauri a Badia a Ripoli e a San Pierino in Palco (1985) – 

Il rinnovamento liturgico proposto dal Concilio Vaticano II rese opportune alcune modifiche all’interno di Badia a Ripoli e fu presa l’occasione nel 1985 per un completo restauro di tutta la chiesa e della cripta. I lavori proseguirono con i restauri in San Pierino in Palco dove sono stati recuperati affreschi della Bottega di Giotto e dei Giotteschi. La nascita di nuovi motivi di aiuto e bisogno ha stimolato anche la nascita di nuove attività parrocchiali di solidarietà e di incontro.

 

Cenni bibliografici (scrittori, libri e biblioteche)

La storia del Pian di Ripoli è il tema di una vasta quantità di volumi, monografie, tesi di laurea. Luoghi di consultazione possono essere la Biblioteca Spadolini a Pian dei Giullari, la Biblioteca Comunale di Firenze nel Palazzo Bandini di Via Ripoli, la Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli nella sede prossima al Ponte a Ema, la sede del Quartiere 3 nella villa Perosi a Sorgane e il comune di Bagno a Ripoli. Di fondamentale valore resta il lavoro di Luigi Torrigiani con i volumi della sua opera “Il comune di Bagno a Ripoli” conclusa nel 1909. Per una storia generale del territorio e dei suoi monumenti si possono consultare le opere di autori ben noti: Giovanni Villani, Benedetto Varchi, Scipione Ammirato, Giovanni Lami, Fedele Soldani, Giovanni Targioni Tozzetti, Emanuele Repetti, Robert Davidsohn, Guido Carocci, Demetrio Guccerelli, Piero Bargellini, Giovanni Spadolini, Giulio Lensi Orlandi, Carlo Celso Niccolai, Roberto Salvini. Al Quartiere 3 e ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli si devono molte opere di vari autori (Miklos Boskovits, Leonardo Rombai, Enzo Salvini, Gian Bruno Ravenni, Valerio Del Nero, Anna Scattigno, Silvano Guerrini, Alessandro Fornari, Mina Gregori, Giuseppe Rocchi e altri). Notizie sul territorio si leggono nelle opere di Foresto Niccolai, Pier Francesco Listri e Maurizio Naldini, Marcello Vannucci, Italo Moretti e Roberto Stopani, Gabriele Ciampi. Sono da consultare “Le strade di Firenze” a cura di Piero Bargellini ed Ennio Guarnieri e l’Annuario della Chiesa fiorentina. Da citare per interesse specifico: “Aspetti degli insediamenti umani e momenti di storia del territorio di Bagno a Ripoli e Firenze Sud” anno 1981; “Chiese, monasteri, ospedali del piano e delle colline di Ripoli”, anno 1983; “La terra benedetta”, anno 1984: “La Nave a Rovezzano, storie di periferia”, di Silvano Galli, anno 1985; “Quarte plebe Sancti Petri”, di Fabio Del Bravo, con introduzione di Don Quirino Paoletti pievano di San Pietro a Ripoli , anno 1996. Sulla storia di Badia a Ripoli si possono proporre il rarissimo opuscolo estratto dalla rivista “Scienze e Lettere” pubblicato mentre era parroco don Ferdinando Agostini, il fascicoletto “Invito a conoscere la Badia a Ripoli” pubblicato della Misericordida di Badia a Ripoli nel 1979, il volume “Badia a Ripoli – guida tra le memorie di una chiesa fiorentina”, pubblicato nel 1987 per iniziativa della Comunità parrocchiale di Badia a Ripoli e il più recente “La Badia a Ripoli – un monastero e la sua chiesa” di Antonella Ceccobelli, anno 1996, che ha inaugurato la collana “Percorsi culturali” del Quartiere 3. Studi su Badia a Ripoli e su San Pierino sono stati pubblicati in vari anni e in varie rubriche sulla rivista “Arte Cristiana” e sulle cronache parrocchiali del mensile “Regnum Christi”. Per le origini di Badia a Ripoli fondamentale è “Il mistero dei Quona”, di Bernardo Zanchini, Milano 2003, con la storia del duca Adonald e la sua discendenza fino ai nostri giorni.

A cura di Nereo Liverani

Storia e Memoria
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